Il Blue Monday non esiste

Oggi è il giorno più triste dell’anno. Che scoperta.
Non bastava San Valentino fra tre settimane, ci dovevamo addirittura inventare il Blue Monday.
Stamattina senza sapere che fosse il Blue Monday mi sono svegliato con un leggero malessere. Un leggero male di vivere, potrebbe dire Montale. Come quello che si provava il lunedì mattina di inverno quando eri bambino, prima di andare a scuola, affrontando un’interrogazione di matematica. Quando a colazione guardavi Papà Castoro e in alternativa al suicidio pianificavi un termometro sulla lampadina. Che a pensarci ora con i led è difficile raggiungere i trentasette gradi. Tutta questa tecnologia non fa altro che renderci la vita più difficile.

Mi alzo dal letto, prendo in braccio il mio malessere da Blue Monday e faccio colazione. Non cerco di evitarlo ma preparo un caffè anche a lui visto che mi accompagnerà per tutta la giornata.

– Come hai detto che lo vuoi? Amaro? Pure freddo? Immaginavo..

Mi lavo i denti, li lavo anche a lui. Lo sistemo sul sedile posteriore facendo attenzione ad allacciargli correttamente la cintura di sicurezza.
Arrivo a lavoro palesemente in ritardo, salto fuori dall’auto e nel parcheggio incontro la mia collega che mi informa che oggi è il Blue Monday. “Lo ha scoperto uno psicologo tramite un algoritmo complicatissimo”, dice.
In genere alla parola algoritmo mi si chiude il cervello come capitava durante le interrogazioni di matematica citate sopra. E allora ci ragiono in maniera semplice senza algoritmi e senza essere uno scienziato. Amo dimostrare le cose in maniera semplice perché sono alla portata di tutti.


Quindi mi chiedo: perché il giorno più triste dell’anno dovrebbe cadere in gennaio?
Gennaio è un mese terribile per definizione. Fa freddo, sei in pieno inverno e hai ripreso a lavorare dopo pochi giorni di vacanza che ti hanno intontito al posto di rigenerarti. Quando ti guardi allo specchio vedi la tua pancia gonfia vittima dei panettoni gastronomici e del paté d’oca che hai ingurgitato come un pellicano per due settimane nei vari pranzi e cene a cui la società ti impone di partecipare.
Ma è un mese terribile davvero per tutti, nessuno escluso. Prendi un bambino, lui riprende la scuola, le verifiche, ha l’ansia dei compiti a casa. Prendi uno studente universitario, ha gli esami e si chiuderà in casa per almeno due mesi dimenticando le priorità quotidiane della vita come lavarsi, pranzare e socializzare.
Prendi un impiegato. Riprende a lavorare e già questo è sufficiente.
Prendi un libero professionista che dopo tre o quattro giorno di festa non pagati è pieno di lavoro che neanche un cacciatore di taglie in un film di Sergio Leone.
Prendi qualsiasi altra persona e proverà lo stesso identico malessere.
Per non parlare delle prossime vacanze poi. Quando saranno?
E il mese lo abbiamo scelto.
Ora dobbiamo scegliere il giorno, ma anche qui è abbastanza chiaro per tutti che il giorno per antonomasia sia lui.
Bisogna solo scegliere fra quattro lunedì.
Il primo lunedì di gennaio? Non credo. Siamo quasi tutti in ferie e ancora ce la godiamo.
Il secondo lunedì del mese? Nemmeno. C’è la novità del rientro. Ognuno ha la frenesia di raccontare ai colleghi di quanto sia stato bello fare il pellicano per due settimane.
Il terzo lunedì di gennaio? B I N G O. Ma perché proprio il terzo lunedì del mese?
Perché tutto è tornato tristemente normale, le vacanze di Natale sono ormai dimenticate e le prossime vacanze sono più lontane di tua zia che vive in Nuova Zelanda. Per non parlare dei soldi. Hai speso tanto, troppo, come ogni anno. E come ogni anno ti eri promesso di non spendere così tanto. Il prossimo stipendio è ancora lontano, vicino di casa della zia neozelandese, il tuo saldo in banca è ai minimi storici e la tua tredicesima è transitata sul conto corrente più veloce di Usain Bolt alle olimpiadi di Berlino del 2009.
Ci voleva un algoritmo?
Ci voleva uno scienziato?
E poi chi ha detto che a gennaio bisogna per forza sentirsi tristi? Oggi è stata una giornata stupenda, serena e senza particolari pensieri negativi.
Sarà forse perché ho deciso di dimenticare volutamente il mio malessere sul sedile posteriore con la cintura correttamente allacciata?

About Timido Loquace

Ho un lavoro fatto di numeri che mi rende grigio. Cerco di colorarmi scrivendo della vita.

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