L’amore non vince su tutto.

Omnia Vincit Amor, come diceva un certo Virgilio. Quando mi dicono che l’amore vince su tutto mi pongo almeno due domande.
In primis c’è da chiedersi cosa sia l’amore, come lo si interpreta. E poi cosa significa tutto. Tutto! Che domande. Un qualcosa che non si sa che vince contro qualcos’altro non identificato. Generico a tratti.
L’amore dovrebbe vincere sui caratteri di merda che abbiamo. Sulle notti passati insonni. Sulle notti nello stesso letto, vicini ma schifosamente lontani.
Dovrebbe vincere sulle parole che fanno male, sugli insulti detti di impulso che non si pensano ma tanto pesano. Sulle litigate in mezzo alla strada. Sulle settimane intere senza fare sesso, perché si è stanchi. 
Sui silenzi al ristorante quando hai davvero poco da dirti e non vedi l’ora che la bottiglia di rosso faccia effetto.
Sui fraintendimenti. Su quella naturale propensione all’istigazione e al nervosismo dopo una giornata di lavoro, come se la giornata di lavoro non fosse già abbastanza.
E dove mettiamo la complicità, l’intesa, il rispetto, l’intelligenza, la sensibilità, la voglia di crescere, la diplomazia, l’attrazione, la carica sessuale, la sincronia, il proprio passato, il proprio futuro, le abitudini, l’andare nella stessa direzione?
Una storia ha bisogno di tante cose insieme, che funzionino insieme per essere davvero una bella storia. 
Una storia ha bisogno di sorrisi, di sguardi che ti lasciano senza fiato, di una pizza e di una birra davanti a un film come se si fosse amici da sempre, di una sera a teatro con dei vestiti eleganti noleggiati, di una sera in discoteca che finisce vomitandosi addosso. Di un pranzo in un ristorante stellato e di un kebab sotto la pioggia il giorno dopo. Di una gita in montagna a godersi gli alberi, la luce, il sole o di una giornata passata sul divano con i ritmi lenti di una domenica di pioggia. Una storia ha bisogno di silenzio quando non si ha voglia di parlare, quindi di complicità e lungimiranza. Una storia ha bisogno di leggerezza, come di profondità. Una storia ha bisogno di verità fin da subito. Ha bisogno di conoscenza, di coraggio. Una bella storia pretende un’ora di carezze sulla testa dopo un’ora di sesso bestiale almeno in sei posizioni diverse, facendosi sentire almeno due piani più sopra. Una storia ha bisogno di addormentarsi appiccicati e svegliarsi nella stessa posizione. Ma ha anche bisogno di lontananza quando non ce n’è. E questo va saputo comprendere. Una storia ha bisogno di capire le esigenze dell’altro. Di un week end senza vedersi e sentirsi, senza che caschi il mondo.​ Una storia ha bisogno di due mani che si cercano sotto un tavolo, sfiorandosi con le dita ma ha anche bisogno di una pacca sul culo mentre sali le scale, di quelle che schioccano. Una storia ha bisogno di ironia, di cultura e di ignoranza insieme. Una storia ha bisogno di persone che sappiano trasformarsi e reinventarsi. Ha bisogno di vivere tante cose nuove e di cose fatte per la prima volta. E di cose fatte tante volte che racchiudano passioni in comune. Di cose che vanno condivise. Una storia ha bisogno di due che vadano nella stessa direzione. Ha bisogno di tempi e volontà che si incontrino al momento giusto. Una storia deve saper rispettare le diversità, deve trasformare le debolezze in una forza. Deve saper esaltare i punti deboli dell’altro. Una storia ha bisogno di palle, tante palle e sicuramente più di due. Ha bisogno di amor proprio. Ha bisogno di voglia di parlare, parlare e parlare anche se è l’ultima cosa che vorremmo fare. In una storia si deve creare qualcosa di fantastico, infatti é di magia che si parla.

“L’amore vince su tutto” Io di certo ancora non ho capito cosa sia l’amore, ma sul tutto ho le idee chiare. E forse senza tutto non c’è amore che tenga.

About Timido Loquace

Ho un lavoro fatto di numeri che mi rende grigio. Cerco di colorarmi scrivendo della vita.

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