Viaggiare sì. Ma senza social

C’è chi dice che i social ci hanno rovinato, chi dice invece che i social ci hanno reso ancora meno sociali di prima e chi invece li vede come un’opportunità di crescita. Io credo che i social, come tutte le cose usate sapientemente non siano un danno. Sono un danno quando non riusciamo a farne a meno, quando non riusciamo a fare una cosa senza doverlo dire al mondo. Tempo fa rimasi senza connessione per un po’ di giorni e avevo scoperto il piacere di essere quasi fuori dal mondo. Avrei voluto condividere questa sensazione con tutti gli altri, ma non avendo connessione…che paradosso! Il punto è che abbiamo perso la capacità di stare da soli. Neanche sulla tazza del gabinetto lo siamo. Siamo sempre in connessione con tutti. Come quelli che decidono di abbandonare tutto e partire per il Brasile, stanno fuggendo dal mondo e aprono una pagina facebook per comunicarlo al mondo da cui stanno scappando.

Io personalmente se dovessi abbandonare tutto non aprirei una pagina facebook per dirvi che ho mollato tutto. Perchè non sarebbe cosi. Mollare tutto significa concentrarsi su di sè, ritornare semplici, sapersi godere un cazzo di tramonto senza condividerlo con nessuno. Meritarsi un piatto di spaghetti dopo aver fatto cento chilometri a piedi senza dirlo a Instagram con l’ashtag #Instaspaghetti o #foodporn. Probabilmente sarà anche un modo di guadagnare visibilità e anche qualche soldo. Nobile. Però ti distoglie dal significato ultimo. Bisognerebbe essere gelosi dei propri pensieri e delle proprie sensazioni. Ascoltare il proprio corpo, la propria mente. Essere consapevoli che sei tu con te stesso. Nessun altro. Se non ti stai particolarmente simpatico è finita. Non è semplice restare da soli, e con “soli” intendo anche lontano dai social.

Il primo viaggio che ho fatto da solo è stata dura, sentivo la necessità di condividere in tempo reale con una persona, cosa mangiavo, cosa facevo. Ricordo che stavo seduto su alcuni scalini lerci guardando il mare, a rubare la connessione a qualche agenzia di viaggi croata. Condividevo le mie emozioni e le mie sensazioni prima che la batteria morisse lentamente. Da quel momento in poi però iniziava quella magia che solo io potevo percepire. Quella di perdersi da solo in una città straniera mai vista, cenando con una pannocchia per strada e una lattina di birra Ozujsko. Andare quasi per sfida nei quartieri più malfamati per vedere cosa succedeva, preoccupandosi solo della propria pellaccia. Comprare una maglietta a cinque euro come souvenir, che sai non metterai mai, se non per le pulizie di casa o per portare a spasso il cane. Tornare in albergo e farsi un bagno bollente e rimanere per tre ore con lo sguardo perso sul muro umido, senza badare a qualcuno che ti sollecita per uscire a cena.
Sono pochi quei momenti della vita in cui percepisci il vero valore dello stare soli. E’ come scoprirsi innamorati di se stessi. E allora mi domando, ha senso dirlo a tutti? Ma nel mentre la batteria è scarica e l’agenzia di viaggi croata ha chiuso da poco la serranda. Quindi rimango sugli scalini lerci ancora un po’, mi godo il tramonto e mi apro un’altra Ozujsko.

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About Timido Loquace

Ho un lavoro fatto di numeri che mi rende grigio. Cerco di colorarmi scrivendo della vita.

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