Dovremmo fare come i bambini

Bisognerebbe mostrarsi fin da subito per quello che siamo. Bypassare la fase dove tutto sembra incantevole, dove nello stomaco le farfalle sono fuori controllo e dove ogni cosa detta dall’altro risulta incantevole. Dove anche la mattina, la fiatella di lui è profumo di crema pasticcera. Dove tutte le diversità dell’altro ci attraggono e ci illudono che contribuiscano a far crescere l’amore. E invece no, perché le cose che si amano di più all’inizio, a volte, sono quelle che alla fine inizierai ad odiare.

Bisognerebbe fin da subito mostrarsi nudi, coi propri caratteri del cazzo e coi propri difetti. Bisognerebbe subito mostrarsi nervosi, mostrarsi gelosi da far schifo, introdursi subito per quello che si è, con le proprie paturnie, i propri tic e i tutti i nostri piccoli disturbi. Bisognerebbe subito mostrarsi insicuri, senza manifestazioni di finte sicurezze che dopo tre mesi verranno brutalmente smentite. Così almeno si salterebbe subito quella parte di storia che è una finzione, una montatura, una gara con se stessi per far credere all’altro che si è sempre più belli e migliori. Un po’ come chi vuole venderti una macchina usata. Le macchine usate a volte sembrano più nuove delle macchine nuove, perché vengono pulite, lucidate, “igienizzate” come si dice in gergo. Ma dopo il primo giorno di pioggia escono i graffi, le macchie, le imperfezioni. Usato consigliato dicono. Solo da chi te lo vuole vendere però.

Ecco, noi i primi tempi di una storia facciamo esattamente così. Non ci mettiamo i mutandoni bianchi tanto comodi e la maglia della salute, mettiamo il tacco quando non lo abbiamo mai messo, e ci mettiamo soltanto una bella camicia anche se fuori ci sono 5 gradi. Diciamo tanti non importa e facciamo credere all’altro di essere calmi, riflessivi, coerenti e comprensivi. Un festival di bugie e di omissioni forse per prolungare quel periodo iniziale di illusioni e farfalle nello stomaco. Che poi, rimanete tranquilli, nessuno è mai stato condannato per questo, non sto dicendo che ci si debba ruttare nell’orecchio al primo appuntamento, anche se sarebbe un buon test per trovare il vero amore. Bisognerebbe forse essere più razionali all’inizio di una storia per limitare i danni dopo. Ma col senno di poi siam bravi tutti, me compreso.

Io lo dico così, giusto per non svegliarsi una mattina dopo un anno e capire che non si sopporta neanche il modo in cui lui/lei respira. Ti alzi una mattina e ti rendi conto che la sua fiatella non sa di pasticcini, ma di zola dimenticato in un angolo del frigorifero. Ti accorgi che il suo essere sensibile e profondo, cosa che tanto amavi all’inizio, ora davvero non lo tolleri, perché  hai deciso che ora vuoi l’uomo forte che agisce di impulso. Quel difetto che all’inizio hai giurato davanti a Dio avresti amato per sempre, ora ti fa imbestialire. Tutte quelle cose che vi rendevano innamorati, diversi e speciali agli occhi dell’altro ora vi ripiombano in testa con gli interessi, e i tassi sono altissimi. Quel suo difetto fisico che tanto amavi e che la rendeva speciale, ora non ti eccita più e cerchi altrove qualcosa di normalmente diverso. Le uniche farfalle nello stomaco sono quelle vodka e salmone mangiate ieri sera a casa sua fra i tanti silenzi e la prolungata mancanza di intesa.

Ecco perché bisognerebbe mostrarsi nudi fin da subito. Per non perdere tempo, per risparmiarsi delusioni. Bisognerebbe presentarsi al primo appuntamento come si è ogni giorno, sia dentro che fuori. E se poi non va, ce lo si dice subito.

Un ultimo esempio. Nelle relazioni bisognerebbe fare come i bambini. I bambini che non ti hanno mai parlato né visto. Quelli che vai a trovare a casa di amici. Quelli che ti portano trascinando con fatica la cesta dei giochi e uno a uno te li mostrano. Ti mostrano con orgoglio quelli nuovi e più belli e con innocenza e senza vergogna quelli rotti, quelli brutti. Dovremmo imparare dai bambini e fare così anche coi nostri difetti.

 

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About Timido Loquace

Ho un lavoro fatto di numeri che mi rende grigio. Cerco di colorarmi scrivendo della vita.

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