“Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”

Tutti ad insegnarti come si molla tutto e via, si va ad aprire un chiringuito in Brasile. Oppure si parte con cinque mila euro in tasca e si fa il giro del mondo, si molla il lavoro.
Siamo circondati da persone e dalle loro annesse pagine facebook che ci dicono che hanno mollato tutto per andare per il mondo, che stanno girando l’Asia in vespa o in bici e sentono il bisogno di dirtelo e di insegnarti come si fa a buttarsi, come si fa a cambiare vita. Gente con un lavoro, con una casa, una vita apparentemente monotona che dopo attente riflessioni decide che è il momento della svolta.

Ma nessuno ti insegna a migliorare la vita che già hai. La maggior parte delle persone non sta poi così male. La maggior parte delle persone ha una mamma anziana a casa, una moglie che ama, ha un figlio, un cane che deve portar fuori tre volte al giorno, un lavoro e un mutuo che ogni mese bussa alla porta. Nessuno ti insegna come fare a migliorare la vita che già hai, per continuare a lavorare ritagliandoti dei momenti per te senza essere schiavo degli orari, degli appuntamenti, del traffico. Nessuno che ti insegni a essere felice nella normalità.

Tutti schiavi delle esagerazioni, del bianco o del nero. Il grigio in queste faccende non fa colpo. Invece quegli articoli che ogni tanto ci capitano sotto il naso, quelli che iniziano con – “ERO IMPIEGATO IN UNA MULTINAZIONALE, ORA VIAGGIO IN VESPA PER L’ASIA MANGIANDO CAVALLETTE” – oppure -“GIOVANE LAUREATO SI RITIRA SULLE MONTAGNE A MUNGERE LE VACCHE E RITROVA LA SERENITA” – questi ci colpiscono tanto e fanno nascere in noi una sorta di ammirazione per l’eroe protagonista della storia.

Perché dai, chi non ha mai fatto almeno un pensiero come questo. Chi dopo giorni e giorni passati nel traffico o nel grigiore color morte di un ufficio ad analizzare numeri non ha pensato di farlo. Chi dopo anni a lavorare e a fatturare per gli altri, non ha pensato di dimettersi, fare uno zaino e partire. A me è successo quando ho visto prima e letto dopo, ” Into the Wild”, ma questa è un’altra storia e forse un futuro articolo. Ma alla fine siamo ancora qui, con il nostro lavoro normale, una vita normale, impegni normali.[amazon_link asins=’8899503109,8860617618,B000N4RAK6′ template=’ProductCarousel’ store=’davi07-21′ marketplace=’IT’ link_id=’2477089f-ad27-11e7-bcba-6f7680b04a52′]Non leggeremo mai di un giovane padre che ha lavorato su sé stesso per non tornare a casa stressato dal lavoro e mandare a fanculo la moglie e i figli. Non leggeremo mai di una donna che a 35 anni con due bambini è riuscita a cambiare lavoro ottenendo una promozione ma continuando ad essere un’ottima madre. Stiamo sempre a pensare all’irraggiungibile, al fantasioso, all’irrealizzabile o meglio, al realizzabile un giorno forse, quando avremo il coraggio. E intanto i nostri giorni passano sempre uguali, con l’illusione che nulla si potrà fare per migliorarsi. Dio quanto ci sbagliamo. 

Possiamo migliorarci già da ieri, da ora e da domani. Possiamo vivere nella normalità della nostra vita cambiando approccio alle cose, senza dover stravolgere per forza il nostro mondo da capo a piedi. Possiamo iniziare a cambiare quello che non ci va, procedendo per gradi. Non ricominciare da zero, ricomincia da due o da tre o da quante cose buone hai fatto nella tua vita.

La verità è che a essere felice nella tua vita fatta di normalità, non te lo insegna nessuno. Per questo nessuno ci scrive mai niente. E’ un lavoro continuo che fai dentro, che non puoi spiegare a parole e tanto meno sui social. E’ una cosa che non fa notizia. E’ un lavoro invisibile che fa bene a te e a quelli che ti vogliono bene. Alla fine gli eroi siamo noi, quelli normali. Come cantava Lucio Dalla ti dico: “Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”.

 

 

About Timido Loquace

Ho un lavoro fatto di numeri che mi rende grigio. Cerco di colorarmi scrivendo della vita.

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