Quello che per me è l’amicizia.

Ho sempre avuto cinque amici. Cinque amici con i quali si cresce, si studia, si esce, si vive e si fanno tante cose per la prima volta.

Soltanto cinque direte voi? Soltanto cinque dico io, perché qui si parla di amicizia, quella vera. Qui si parla delle origini, delle prime uscite in bicicletta. Qui si parla di sentirsi a casa, si parla di intesa al primo sguardo, si parla di risate addominali (quelle che ti fanno piegare in due per almeno dieci minuti. Così le chiamo io), di esperienze e di ricordi.
Di altri amici conosciuti dopo ce ne sono tanti, porto nel cuore anche loro, ma i primi sono diversi.

Alle tre in piazza era la frase ripetuta maggiormente da ragazzi. Dopo 10 anni alle tre in piazza è stato sostituto da “ alle 19 al Plaza”, che non è altro che un bar, quello in piazza.

Tutti cresciuti nello stesso paesino di 12 mila anime, forse 14 mila oggi. E tutti abbiamo preso strade diverse.

Chi fa l’elettricista, chi il carrozziere, chi il cuoco, il consulente e l’operaio.

Quando si cresce, mi dicevano, le amicizie d’infanzia si perdono. E’ normale, perché poi uno si trasferisce altrove, sviluppa passioni che l’altro non ha, cambia approccio alla vita, conoscerà gente con altri interessi e i suoi amici giorno dopo giorno diventeranno i suoi colleghi. E gli amici d’infanzia li perderai, li vedrai sempre meno.

Vero, verissimo ma non del tutto. Ora a qualcuno di noi piace andare ancora a ballare e predilige una vacanza a Rimini invece che un viaggio in Thailandia. C’è chi preferisce guardarsi un film a casa, da solo, con un velo di tristezza in testa e difficilmente abbandona il divano. C’è chi lavora tanto e frequenta i suoi colleghi e chi invece i propri colleghi non può sopportarli e va spesso alle 19 al Plaza, anche da solo. C’è chi si è sposato e chi rimarrà un eterno single.

Però non ci siamo persi. Ci vediamo meno, certo. Ma l’intesa, le risate addominali e la voglia di cantare le canzoni di Battisti in macchina ancora non è passata.

E succede che non ci vediamo per un mese, forse due. E quando ci vediamo nulla è cambiato. A volte abbiamo poco da dirci, ma l’amicizia non è fatta di tante parole né di continua presenza. L’amicizia non è esserci sempre, ma esserci quando serve. L’amicizia non richiede sacrifici importanti, può rimanere ferma lì per mesi e poi ritornare come se nulla fosse con un’intensità molto più forte delle volte precedenti. All’amicizia basta una birra, un bicchiere di vino anche dei più scarsi, in una trattoria lungo la strada o una sigaretta sotto casa di notte, mentre si ascolta e si sta zitti.

Ho in mente un film sull’amicizia, forse il migliore su questo argomento. Più precisamente una scena.

Il film è Marrakech Express. La scena, è la scena della trivella. Ogni volta che riguardo questa scena mi vengono i brividi perché in quanto ad amicizia sono stato molto fortunato. E se mai un giorno decidessi di andare a vivere nel deserto per iniziare a coltivare arance, sono sicuro che se dovessi chiamare i miei amici con una scusa, loro prima o poi arriverebbero per montare quella trivella con me.

Anche lui sì, anche l’amico che preferisce stare a casa, sul divano.

Questa è l’amicizia.

About Timido Loquace

Ho un lavoro fatto di numeri che mi rende grigio. Cerco di colorarmi scrivendo della vita.

View all posts by Timido Loquace →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *