Quello che so sui libri

Amo leggere. Ho pareti di libri, ognuno con il suo colore, con il proprio odore, la tonalità diversa di giallo delle pagine, che in genere ne denota l’anzianitá e il prezzo d’occasione.

Ho dei libri preferiti, ma alla fine tutti sono importanti, anche quelli di cui mi dimentico e che forse non leggeró mai.

Ne sono geloso, possessivo. Per questo non credo nel book crossing o come diavolo si chiama e detesto prestare i miei libri. Non potrei mai lasciare un mio libro su una panchina con altri libri.
In genere i libri condivisi sono titoli mediocri, gialli medioevali ( ebbene sì è un genere esistente), libri non vissuti, forse neanche letti, in genere con il prezzo ancora in lire e la copertina traslucida plastificata intatta, due cose che stonano insieme.
Libri vecchi ma non vissuti, perché nessuno lascerebbe libero per il mondo il libro che ama, che ha divorato e che ha consumato. Alla fine un libro è un po’ come la persona che ami, non vuoi condividerlo con nessuno.

Come quel Diabolik prestato ad un compagno di classe in prima media. Il mio preferito, inedito, con la copertina verde, con Eva Kant disegnata sul retro..
Che poi non ho mai più rivisto..

Ecco perché non condivido più i miei libri con nessuno.

About Timido Loquace

Ho un lavoro fatto di numeri che mi rende grigio. Cerco di colorarmi scrivendo della vita.

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