Il tragitto aeroporto – centro città.

É il primo momento autentico del viaggio, l’attesa della scoperta, la provincia, la periferia, senza turisti e menu turistici.

Carico il bagaglio sul pullman.
Scelgo sempre il posto vicino al finestrino, sopra il vano valigie. Non devo perdermi niente. Butto un occhio in basso nella paura di vedere qualcuno correre e fuggire con il mio zaino. Scelgo la colonna sonora che piú si addice.

Finalmente si parte, via il primo svincolo, poi il secondo. Erba verdissima, due gocce corrono veloci sul finestrino, ma sei convinto che quando arriverai in centro ci sará il sole.

Sei sulla provinciale, ci sono fabbriche dai nomi assurdi, cartelli pubblicitari fucsia e gialli con facce sorprese di qualcuno che ti consiglia di assaggiare uno snack che in Italia non mangeresti mai, ma che qui ha molto più senso.

Un ragazzo sui 30, occhiali neri e passo spedito sta tornando a lavoro, probabilmente nella fabbrica dal nome assurdo. Dove avrà pranzato? Dove andrà nel tempo libero, qui non c’è niente..

Quel tragitto dura sempre troppo poco, sei arrivato in stazione. Scendo, recupero lo zaino. Ho fame. Cerco un supermarket, ho voglia di uno snack

About Timido Loquace

Ho un lavoro fatto di numeri che mi rende grigio. Cerco di colorarmi scrivendo della vita.

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